Diffusori acustici e Strumenti di Misura: I’ Orecchio
ovvero
Come Valutare il diffusore acustico
di Mario Bon
30 ottobre 2012
(corretto 1 febbraio 2013 e ancora il 2
giugno 2013)
Titoli dei paragrafi di questo capitolo
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A quale volume ascoltare
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Altri aspetti oggettivi e soggettivi
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Test soggettivo
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Come Scegliere un diffusore acustico
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Come valutare il suono di un diffusore acustico
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Criteri integrali di valutazione
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Quanti (e quali) CD servono per formare un giudizio
soddisfacente?
-
Valutazione della potenza acustica
Come
Valutare il diffusore acustico
A quale volume ascoltare
Si veda l’articolo 299 “A quale volume ascoltare”
Altri aspetti oggettivi e soggettivi
Un aspetto molto importante è il livello del rumore ambientale: se
eccessivo, costringe ad “alzare il volume” con la possibilità di eccedere i
limiti di affaticamento. Il rumore ambientale ottimale non supera i 20-25 dB.
Per poter parlare di qualità della riproduzione il rumore ambientale deve
essere mantenuto almeno sotto i 35 dB.
Un modo per ridurre il rumore ambientale è raddoppiare lo spessore del
vetro delle finestre (coibentare i cassonetti, eliminare le vibrazioni di
pannelli, vetri, maniglie, sopprimere le fonti di disturbo). Ridurre il rumore
di 3 dB equivale a raddoppiare la potenza dell’amplificatore.
L’altro aspetto da considerare è che ogni impianto ha un suo “livello
ottimale di riproduzione” che dipende da più fattori tra i quali:
|
L'allineamento
delle basse frequenze del diffusore |
basta pensare a come agiva e a come veniva utilizzato il
controllo del loudness che un tempo era presente negli amplificatori. |
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La
potenza dell'amplificatore e la sensibilità dei diffusori |
determinano il tasso di distorsione (un ampli poco potente
con diffusori poco sensibili è costretto a clippare in continuazione). |
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Il
livello di rumore ambientale |
Il livello di rumore ambientale, se troppo elevato,
costringe ad "alzare il volume" (e si torna al punto precedente). |
|
La
distanza del punto di ascolto dai diffusori |
determina il rapporto tra suono diretto e suono riflesso e
dipende dal gusto e dalle abitudini dell'ascoltatore. Un diffusore molto
direttivo va ascoltato da lontano (il che implica anche la necessità di
"alzare il volume"). |
|
Il genere
musicale preferito |
La musica rock è caratterizzata da fattori di cresta
bassi, la musica classica, al contrario, è caratterizzata fattori di cresta
elevati. |
Ogni ascoltatore ha un "suo" livello di ascolto
preferito (ampiamente soggettivo). Quando il livello “caratteristico
dell’impianto” coincide con le “preferenze dell'ascoltatore” il risultato è ottimale.
Anche per questo esistono migliaia di modelli diversi di diffusori.
Per quanto riguarda la riproduzione domestica, dato che non
tutti possono alzare il volume a piacimento, certi diffusori sono impostati per
riprodurre al meglio livelli SPL moderati (in sostanza seguono in qualche modo
le curve di luodness). Altri invece hanno una risposta in potenza più
"piatta" e funzionano meglio a livelli SPL più alti.
Nessuno impedisce di ascoltare musica con picchi di 130 dB a 6 metri.
Questa non è una necessità “oggettiva” ma una preferenza “soggettiva”.
L’analisi delle condizioni di ascolto della musica riprodotta in ambiente
domestico consiglia di ridurre i livelli SPL, rispetto all’evento dal vivo, di
una certa quantità (soggettiva anche questa) che può essere indicata in 6-10 dB
(Olson consiglia 15 dB). E’ appurato che l’ascolto prolungato a livelli SPL
elevati di programmi musicali con fattori di cresta bassi provoca danni
permanenti all’apparato uditivo (vds discoteche e ascolto in cuffia con PMP
tipo IPod e affini).
Test soggettivo: Un modo per
valutare la Qualità di della riproduzione
Le misure forniscono un insieme di risultati sotto forma di
numeri, grafici e tabelle. Difficilmente un potenziale utilizzatore spenderà
ore per imparare nozioni che probabilmente nemmeno lo interessano. Quindi non è
inutile conoscere dei criteri di valutazione basati solo sull’ascolto.
Uno degli ostacoli nella valutazione della
qualità della riproduzione di un impianto stereo è che non è noto (tranne casi
molto particolari) dove e come è avvenuta la registrazione e nemmeno il timbro
dei singoli strumenti utilizzati.
Tuttavia, anche se ogni strumento ha un suo
timbro, le dimensioni fisiche e la posizione degli strumenti sono quello che
sono: un violino è sempre grande come un violino, e così un pianoforte, ecc.
ecc. L'altra cosa che non cambia è la posizione degli strumenti. Questi sono aspetti
oggettivi (confrontabili alla realtà e che non richiedono misure ma solo
l'esperienza degli ascolti dal vivo).
Ora il caso vuole che, affinché le dimensioni di
uno strumento siano riprodotte correttamente, le caratteristiche del sistema di
riproduzione debbano essere più che buone. Quando le dimensioni degli strumenti
sono rispettate anche la profondità e gli "effetti ambientali” sono correttamente riprodotti. Per
riprodurre tutto questo con la dinamica contenuta nella registrazione le
caratteristiche del sistema di altoparlanti devono essere ottime.
Quindi servono delle registrazioni "ben
fatte" di piccoli gruppi musicali, solisti o anche di musica operistica
(per le voci) e prestare attenzione alle dimensioni, alla posizione ed alla
stabilità della posizione e delle dimensioni di voci e strumenti.
Ci sono
- registrazioni
fatte con i microfono molto vicini agli strumenti (che ingigantiscono)
- registrazioni
fatte con due soli microfoni lontani (che rimpiccioliscono)
- registrazioni
perfette (che conservano le dimensioni degli strumenti).
- registrazioni
sovramodulate (compresse in malo modo) che suonano male comunque.
Cambiando registrazione queste diverse
"modalità" devono essere chiaramente distinguibili.
In sostanza si tratta di
rispondere a queste domande: quanto è grande il pianoforte? Quanto è grande il
rullante della batteria? Dove si trova il violoncello? Dove sta il timpano? In
particolare la posizione dei diversi strumenti deve essere mantenuta anche
durante i pieni orchestrali ed nei passaggi più movimentati. Molto più
complicato sarebbe rispondere ad una domanda tipo: è giusto il timbro di quel
violino? Questa domanda, infatti, ne sottintende altre (quale liutaio lo ha
costruito? Con che archetto viene suonato?…..).
|
Se una
coppia di diffusori è di buona qualità consente di esercitare l’ascolto
critico sui singoli strumenti (isolare i singoli strumenti). Questa è un
aspetto dell’effetto cocktail party che dipende fortemente dalla
registrazione. Con una
registrazione monofonica è virtualmente impossibile separare i diversi
strumenti nello spazio. |
Se si vuole formulare un giudizio più analitico conviene
descrivere gli attributi del suono. L’importante è rispettare un formato
standardizzato in modo da rendere i test facilmente confrontabili tra loro. Un
formato possibile è il seguente:
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Attributo |
Descrizione |
Voto soggettivo
|
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Calore |
Estensione
in basso |
Da 0 a 10 |
|
Estensione
in alto |
Da 0 a 10 |
|
|
Bilanciamento |
Da 0 a 10 per esempio C |
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Fatica
da ascolto |
|
Da 0 a C per esempio F |
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Forza |
Massimo
livello riproducibile |
Da 0 a 10 |
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Chiarezza |
Definizione
orizzontale |
Da 0 a F per esempio Ch1 |
|
Definizione
verticale |
Da 0 a F per esempio Ch2 |
|
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Spazialità |
ricostruzione
orizzontale |
Da 0 al minimo tra Ch1 e Ch2 Per esempio B |
|
ricostruzione
profondità |
Da 0 a B |
|
|
ricostruzione
altezza |
Da 0 a B |
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Brillanza |
Sorgente
ausiliaria |
Da 0 a 10 |
|
Interfacciabilità |
Ampli-diffusore
(impedenza) |
Da 0 a 10 |
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Diffusore-ambiente |
Da 0 a 10 |
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Sensibilità |
Da 0 a 10 |
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Altro |
Versatilità, estetica e finiture |
Da 0 a 10 |
Si noti come il massimo voto attribuibile alla Fatica da Ascolto non possa superare il voto attribuito al Calore (e lo stesso per la Chiarezza e la Spazialità) in questo modo si tiene conto della gerarchia degli attributi e si impedisce di attribuire un voto soggettivamente alto, per esempio alla Spazialità, quando la Chiarezza o il Calore sono stati giudicati non ottimali. Con questo sistema per ottenere 10 in Spazialità si deve ottenere 10 in tutti gli attributi “precedenti”. Gli attributi effettivamente ortogonali sono valutati individualmente con voto da 0 a 10. E’ evidente che un voto insufficiente in Calore o Fatica da Ascolto compromette il voto finale.
Un test oggettivo consiste in un insieme di dati e tabelle che
riportano grandezze correlate, direttamente o indirettamente, agli attributi
del suono del diffusore acustico. Una parte riguardano gli attributi primari (o
monodimensionali) e una parte devono riguardare la coppia (perché i diffusori
vengono utilizzati a coppie). L’impedenza elettrica non ha una influenza diretta
sul suono del diffusore ma interessa l’amplificatore: se l’impedenza è troppo
tormentata o con minimi troppo bassi, l’amplificatore potrebbe trovarsi in
difficoltà (suonare “male”).
Il set di misure |
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un diffusore |
in asse a 90 dB |
Risposta in frequenza, sensibilità (Vrms per ottenere 90 dB). |
Calore |
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in asse a 90 dB |
Distorsione integrale |
Fatica da ascolto |
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in asse a 85 dB |
Risposta in frequenza (*) |
Fatica da Ascolto (Compressione) |
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in asse a 95 dB |
Risposta in frequenza (*) |
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in asse a 105 dB |
Risposta in frequenza (*) |
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a banco |
Spostamento volumetrico |
Forza |
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|
in asse a 90 dB |
waterfall, |
Chiarezza |
|
|
in asse a 90 dB |
Eccesso di fase |
Chiarezza |
|
|
30° a 90 dB |
Risposta in frequenza |
Spazialità (Dispersione Orizzontale) |
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60° a 90 dB |
Risposta in frequenza |
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Differenza tra i diffusori |
Risposta in frequenza destro-sinistro in parallelo e in
controfase |
Spazialità |
|
|
a banco |
Impedenza elettrica e minimo della parte reale |
Interfacciabilità |
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due diffusori |
Visual inspection |
Specularità |
Spazialità |
|
Visual inspection |
Risposta in frequenza destro-sinistro |
Spazialità |
|
|
Visual inspection |
Sorgenti Ausiliarie (CLD) |
Brillanza |
Come Scegliere un diffusore acustico
In altri articoli abbiamo visto come classificare i diffusori rispetto al carico (alla riproduzione delle basse frequenze) alla radiazione (modello di spazialità) alla sensibilità ed alla impedenza.
La valutazione del diffusore acustico va fatta in funzione dell’ambiente, del tipo di musica ascoltata, del livello SPL che si desidera raggiungere.
Un diffusore deve poter riprodurre qualsiasi genere musicale. Tuttavia un appassionato di musica d’organo e un appassionato di Woody Ghutrie (che canta ballate country accompagnandosi con la chitarra) hanno oggettivamente esigenze diverse.
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Musica d’organo |
Risposta estesa fino a 16Hz |
Sub-woofer, ambiente con diagonale minima di 22 metri Amplificatori potenti e diffusori di sensibilità medio-alta Preferenza per LE (omnidirezionale) |
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Woody Ghutrie |
Cantante folk e chitarra Risposta estesa fino a 80 Hz |
Ambiente 10 m2, Mini diffusori da stand, amplificatore da 20 Watt. Preferenza per Chiarezza (radiazione diretta) |
Esistono, evidentemente tutte le situazioni intermedie possibili.
Dato che la qualità della riproduzione è determinata dalla qualità del materiale da riprodurre, se si ascolta prevalentemente musica pop/rock moderna (pubblicata negli ultimi 10 anni) non conviene investire su impianti HiFi che metterebbero in evidenza tutti i difetti delle pessime registrazioni che caratterizzano questi generi: meglio investire su una coppia di diffusori “professionali” fabbricati apposta per fornire SPL elevati. Una registrazione scadente è meno fastidiosa se riprodotta da un impianto di qualità non elevata.
Come valutare il suono di un diffusore acustico
L’ambiente d’ascolto è responsabile del risultato finale in larghissima misura. I test di ascolto dovrebbero essere condotti in un ambiente idoneo e con un tempo di riverberazione contenuto (T60 attorno a 0.4 mS).
Ci sono due estremi: i diffusori che suonano divinamente (e chiunque se ne rende conto) oppure i diffusori che suonano malissimo (altrettanto facile da capire perché producono, da subito, fatica da ascolto). Il problema sta in tutte le situazioni intermedie. In sostanza i difetti udibili sono facilmente individuati, i difetti tollerabili producono sensazioni soggettive più difficili da determinare e quantificare. Prima di formulare un giudizio definitivo su un diffusore acustico, sempre che l’ambiente non presenti difetti particolari, si devono fare alcune operazioni:
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Ridurre il rumore ambientale |
Qualsiasi forma di rumore, qualsiasi ne sia la causa, limita la Chiarezza (vedi attributi del suono) |
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Sperimentare più posizioni nell’ambiente |
La posizione del diffusore rispetto alle pareti è fondamentale per la riproduzione della gamma bassa e medio-bassa (Calore). La distanza dal punto di ascolto e l'orientamento sono ugualmente importanti (Spazialità). |
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Verificare se cavi e amplificatore sono adatti alla bisogna |
Se il diffusore presenta una impedenza “difficile” potrebbe richiedere un amplificatore più potente o dei cavi di sezione maggiore. |
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Sottoporre i diffusori ad un periodo di rodaggio |
Dopo qualche decina di ore di norma i diffusori suonano meglio. Il rodaggio può essere accelerato utilizzando rumore rosa a livello SPL consistente. |
Negli ambienti più riverberanti è
opportuno avvicinare il punto di ascolto e comunque si deve ricercare la
posizione relativa (diffusori-ascoltatore) che produce il giusto bilanciamento
tra suono diretto e suono riflesso. Il “giusto bilanciamento” è quello che
piace soggettivamente di più.
Fatto tutto questo si dovrebbe aver ottenuto un Calore (bilanciamento tonale) soddisfacente. Vanno valutati due aspetti fondamentali: la fatica da ascolto e la ricostruzione delle dimensioni e dalla posizione degli strumenti. La fatica da ascolto è quella sensazione di fastidio e stanchezza che subentra dopo un ascolto (più o meno) prolungato. Se sopravviene dopo meno di un’ora c’è qualche cosa che non va (poco importa cosa). Se arriva dopo 4 ore la si può considerare tollerabile oltre le 4 ore potrebbe essere fisiologica (e non imputabile all’impianto).
La ricerca di difetti specifici va fatta attraverso la valutazione degli attributi del suono e con la misura delle quantità che li rappresentano.
Ogni registrazione ha le sue caratteristiche
determinate dalla tecnica di registrazione (per esempio il numero di microfoni
utilizzati) e dagli interventi di compressione, limitazione, equalizzazione,
ecc. che ha subito. Statisticamente le registrazioni di musica classica sono le
migliori.
Si devono utilizzare più CD e
cercare di individuare le caratteristiche ricorrenti della riproduzione. Per
esempio gli strumenti sono prevalentemente troppo lontani o troppo vicini,
troppo grandi o troppo piccoli, la scena si sviluppa in profondità o si presenta prevalentemente piatta, è
contenuta tra i due diffusori o si dilata fino alle pareti laterali... In
particolare l’altezza dello “stage sonoro” (altezza delle sorgenti virtuali) è
determinata principalmente dal diffusore (e dalla forma del padiglione
auricolare dell’ascoltatore). L’ascolto
di un brano in monofonia serve per definire la corretta posizione del canale
centrale (che deve apparire prodotto da un “punto” al centro dei diffusori). I
dischi di test hanno sempre una traccia monofonica.
Sono quindi necessari più CD,
tutti ben registrati, con esecuzioni di
strumenti acustici (gli strumenti elettronici non hanno una dimensione fisica
definita) il cui timbro e dimensioni sono più familiari . I programmi musicali
più adatti comprendo in primis la musica operistica e classica in genere, il
jazz ed il blues acustico. Per la riproduzione della voce forse il test
migliore è la musica lirica (che contiene anche parti recitate). I generi meno
adatti sono il pop (quasi sempre sovramodulato e suonato con strumenti
amplificati) e la musica elettronica (indicata per valutare la Chiarezza ma non
la Spazialità). La riproduzione della voce è uno dei test più significativi
perché consente di valutare l’intelligibilità della parola (una operazione
nella quale l’apparato uditivo è particolarmente esperto e che richiede ottima
Chiarezza). Nella valutazione non si devono usare DVD video e, se si usano, si
deve oscurare l’immagine: in presenza dell’ immagine della sorgente la
localizzazione viene fatta dalla vista e non dall’udito.
|
E’
fondamentale valutare preventivamente la qualità tecnica delle registrazioni
attraverso l’analisi statistica della distribuzione dell’ampiezza (ASDA) . I CD
utilizzati per i test non devono essere sovramodulati e devono presentare un
fattore di cresta indicativamente maggiore di 5. Questo
non perché le altre registrazioni non siano valide all’ascolto ma
semplicemente per escludere la presenza di “fonti di errore” (le
sovramodulazioni) che potrebbero portare ad attribuire all’impianto stereo difetti che non gli appartengono. Si tratta
quindi di una precauzione in più. |
La dinamica è una proprietà della
registrazione (rappresentata indirettamente dal fattore di cresta). Per
restituire la dinamica di una registrazione devono essere verificate quattro
condizioni:
-
il rumore di fondo (ambientale ed elettronico) deve essere
basso
-
i diffusori devono possedere la Chiarezza per riprodurre i
pianissimo
-
i diffusori devono possedere la Forza per riprodurre ii
fortissimo
-
l’amplificatore deve disporre della potenza necessaria.
Se la sensibilità dei diffusori è
alta sarà necessaria meno potenza per raggiungere l’SPL richiesto.
La limitazione più importante è il
rumore ambientale: quando il rumore è eccessivo si è costretti ad “alzare il
volume” il che aumenta la probabilità di portare l’amplificatore al clipping
aumentando anche la distorsione prodotta dai diffusori acustici.
Non abbiamo detto della “fatica di
ascolto”: ogni audiofilo sa che un buon impianto non stanca ma, al contrario,
invita ad alzare sempre di più il volume (perché l’apparato uditivo adegua la
sensibilità al livello del suono percepito). La fatica di ascolto, nel lungo
periodo, dipende dalla distorsione integrale che ha, sulla Spazialità, un
effetto mascherante. Una buona ricostruzione spaziale implica un tasso di
distorsione integrale basso (ai limiti della non udibilità). E’ anche vero che
ogni impianto dà il meglio a certi livelli di volume: quelli che affaticano
troppo funzionano meglio spenti.
La valutazione della Potenza
Acustica.
La risposta
in potenza del diffusore acustico non deve essere necessariamente piatta
(costante a tutte le frequenze) ma non deve nemmeno avere buchi o brusche
variazioni. Farsene una idea con delle misure non è difficile ma bisogna
posizionare il microfono molto lontano dai diffusori dove il suono riflesso
predomina sul suono diretto (almeno 4 volte la distanza critica). Nei normali
ambienti non c'è spazio sufficiente ergo si va ad ascoltare "nella stanza
a fianco" dove arriva, attraverso la porta aperta, solo il suono riflesso.
Si tratta di un trucco banale ma efficace (vedasi lo studio della radiazione di
corpo nero).
Per capire quello che succede si consideri questo esempio: in una scatola, con
le superfici interne a specchio, sono contenute tre lampadine: una rossa, una
verde e una blu. Praticando un foro su una parete della scatola ne esce luce
bianca. Questo significa che le tre lampadine producono la stessa intensità
luminosa, quello che esce dal buco è la sovrapposizione della luce emessa delle
tre lampadine riflessa dalle pareti all’interno della scatola. Se invece esce
luce colorata significa che certe lampadine fanno più luce delle altre o che certi
colori vengono assorbiti dalle pareti della scatola più di altri. Il principio
è lo stesso.
Quindi, se ascoltando l’impianto dalla stanza accanto, si percepisce un suono gradevole e con un bilanciamento timbrico (Calore) accettabile, significa che la risposta in potenza dell’insieme “diffusori+ambiente” è, se non perfetta, almeno decente.
Questa è, a tutti gli effetti, una misura indiretta dello spettro della potenza acustica emessa da un diffusore.
I diffusori dotati di CLD sono particolarmente performanti proprio sotto questo aspetto.
In un ambiente molto grande, come già detto, è sufficiente posizionare un microfono omnidirezionale il più possibile lontano dai diffusori. Se l’ambiente è perfettamente riverberante questa misura dà effettivamente la risposta in potenza della sorgente. In un ambiente domestico si ottiene la risposta in potenza del sistema diffusori+ambiente (con un calo di potenza alle alte frequenze). Non devono comunque essere presenti “buchi” localizzati che possono essere imputati ad un difetto della sorgente o a un maggiore fonoassorbimento dell’ambiente localizzato su certi range di frequenza (entrambe negativi).